• 28 AGO 18
    Zoom sulla Casa della Salute: chi è Alberto Ferrando

    Zoom sulla Casa della Salute: chi è Alberto Ferrando

    E’ uno dei pediatri più noti a Genova, ha un sito personale, un blog e una pagina fb con quasi 10 mila utenti: “La dote migliore di un pediatra è l’empatia. Ai bambini bisogna spiegare tutto, non nascondere l’ovvio, dobbiamo trattarli come essere umani pensanti, esperti nel linguaggio del corpo”.

    Il dottor Alberto Ferrando, classe 1950, è fra i pediatri più apprezzati e conosciuti a Genova, un “top player” nel suo campo, per usare un gergo calcistico.

    Parla il suo curriculum, per spiegare la portata del personaggio.

    Ferrando è uno dei professionisti che operano all’interno di Casa della Salute.

    Dottore, ci parli del suo ruolo all’interno della Casa della Salute…

    Sono un consulente di pediatra, faccio visite su appuntamento…

    Una vita dedicata alla cura dei bambini, una passione che ha avuto sin dai primi anni dei suoi studi?

    Immediatamente, sono partito subito dai bambini, prima all’Università e poi sul territorio. Ho iniziato come cardiologo pediatrico, poi ho scelto di lavorare sul territorio in modo da entrare nelle dinamiche della vita quotidiana delle famiglie. Il mio credo è puntare sulla prevenzione più che sulla cura delle malattie, e soprattutto sulla promozione della salute. Prevenire o promuovere la salute sono cose profondamente diverse rispetto alla cura delle malattie, lo dimostrano tanti studi. C’è un guadagno fondamentale, in termini biologici e non economici, se si interviene al momento giusto con la prevenzione e la promozione. Essenziale è dare una informazione corretta ai genitori che, a volte, per troppo amore concedono alcune cose ai loro bambini. Ne ho curati tanti, e posso dire che prevenire è meglio che curare…

    Lei è un personaggio molto social, esperto in informatica, cura anche un blog dove quotidianamente informa i suoi lettori sulle problematiche più comuni riguardanti i bambini..

    Ho il mio blog (https://ferrandoalberto.blogspot.com), ho un sito personale (www.ferrandoalberto.eu/), su facebook ho creato un gruppo di 5 mila amici, ho una pagina con 9.400 amici dove cerco di fare attività di promozione della salute a livello social.

    Leggevo proprio sul suo blog che la maggiore causa di mortalità fra 1 e 4 anni è l’annegamento…

    I dati Istat, europei e americani ci dicono quali sono a seconda delle fasce di età le principali cause di morte, questi dati ci indicano come intervenire. La prima causa di morte fra i bambini sotto i 5 anni è l’annegamento seguita dal soffocamento per corpo estraneo. Mentre in altre fasce di età sono i traumi da traffico, nei bambini sono questi due i fattori principali che causano la morte. Quanto mai importante è dunque la promozione: quanti genitori mi dicono “se l’avessi saputo prima”. E’ inutile far fare i corsi di nuoto ai bambini sotto i 5 anni, perché se cadono in acqua annegano, i bambini vanno vigilati strettamente, per usare un termine calcistico vanno “marcati a uomo con raddoppio”. Riguardo al soffocamento, il consiglio è banale, ma i genitori devono dare da mandare ai bambini un cibo adatto all’età. Ci sono morti frequenti per colpa di un chicco d’uva: se va di traverso, anche un chicco d’uva può essere fatale. Per questo è importantissimo saper fare la manovra anti soffocamento. Non sottovaluterei poi il tema della guida e del traffico: bisogna dare l’esempio, mettere la cintura davanti e soprattutto dietro, è un obbligo di legge ma soprattutto un obbligo morale.

    La tragedia del Ponte Morandi, come spiegarla ai bambini?

    Alcuni pensano che i bambini non capiscano, in realtà i bambini capiscono anche quello che non diciamo. Sbagliamo noi adulti a dire la bugia o a tenere nascosto l’ovvio. Questa catastrofe è avvenuta e i bambini l’hanno vista e vissuta. Possiamo tutelarli trattandoli come essere umani pensanti a cui spiegare tutto, chiaramente con un linguaggio comprensibile. Dobbiamo evitare di fare maratone televisive contraddistinte dall’enfasi della cattiva notizia. Con le parole noi esprimiamo il 7% del linguaggio, il 30% lo facciamo col tono, il resto è tutto linguaggio del corpo, e i bambini sono esperti del linguaggio del corpo, capiscono molto bene il tono… Un bambino a cui non si parla chiaramente si sente tradito e non si sente considerato. Oggi viviamo nell’era in cui si pensa ad essere più belli, abbronzati, a mangiare meglio, ma si nascondono il lutto, la morte, la sofferenza, cose che fanno parte della vita. Ma siccome sono cose in cui passiamo tutti, i bambini le hanno già capite, sono delle spugne. Occorre parlare ai bambini con un linguaggio comprensibile e tutelarli dagli eccessi dei media. Purtroppo come voi sapete fanno meno notizia le buone notizie rispetto alle cattive notizie, ma è nostro dovere informare la gente anche quando accadono cose belle. Sui social io do parecchie informazioni ai genitori, spesso mi sento dire che non serve un manuale per essere genitori, ma aiutare a individuare i fattori di rischio è doveroso.

    Il dottor Ferrando e lo sport. Come avvicinare i bambini allo sport e qual è il suo rapporto con lo sport?

    Secondo l’Accademia americana di pediatria bisogna “prescrivere” il gioco ai bambini, farne quasi una medicalizzazione. Lo sport è l’unico modo per far fare attività fisica ai bambini, perché altrimenti ci sono pochi spazi verdi. I bambini devono fare due ore di attività fisica al giorno, devono camminare, devono fare anche dello sport. Bisogna però anche vedere come si fa lo sport: se un bambino ad esempio gioca a calcio in porta, e magari poi non fa neanche le scale a piedi, rischia di ingrassare. Che sport far fare a un bambino? Quello che gli piace. Gli sport sono tutti belli, il problema è che a una certa età si passa all’agonismo, e ci sono bambini pronti e altri meno all’agonismo. Un genitore non deve forzare il bambino a fare lo sport che avrebbe voluto fare lui. Dobbiamo fare attenzione perché la metà dei bambini che io visito hanno disturbi ansiosi o psicosomatici legati alla famiglia, alla scuola, ma anche allo sport, che dovrebbe essere svago e invece spesso è fonte di stress. Prima di iscrivere un bambino, dobbiamo considerare che quello sport sia sano ed equilibrato per lui. Magari è giusto che i più piccoli sappiano dare due calci al pallone, usare la racchetta, nuotare, poi sceglieranno loro la strada da prendere.

    Il mio rapporto con lo sport? Faccio regolarmente la mia camminata quotidiana, 10 mila passi al giorno, oppure la camminata sostenuta, come indica l’Oms. Da ragazzo facevo corsa e sci.

    Nel 2018, con internet ormai nelle case di tutti gli italiani, coma va disciplinata la consultazione dei vari portali che trattano argomenti medici? Ci si può fidare o è sempre meglio affidarsi a un professionista, specie per quanto concerne i bambini?

    La consultazione spasmodica delle pagine internet esiste, ma la cosa migliore sarebbe trovare un professionista con cui instaurare un rapporto di fiducia. Quando si naviga su internet bisogna essere subito in grado di valutare la completezza e la serietà del sito, perché spesso si hanno soltanto finalità commerciali. Sul mio sito ad esempio rifiuto le offerte delle case farmaceutiche, sul mio blog pure, ci deve essere assenza di conflitto di interessi, in modo da non poter accusare il medico di avere secondi fini.

    Quale dev’essere la qualità maggiore di un pediatra? La simpatia, la pazienza, l’approccio col bambino…

    In una sola parola, un po’ difficile, Empatia. Un buon pediatra deve saper entrare in contatto con la persona che ha di fronte, è indispensabile creare un rapporto di fiducia che porta la persona a fidarsi, il bravo pediatra non deve avere assolutamente un atteggiamento di giudizio o troppo paternalistico.


     

    La rubrica “Zoom sulla Casa della Salute” è a cura di Edizioni Sportmedia srl è casa editrice e service giornalistico, nata a Genova nel 1998. Oggi Edizioni Sportmedia srl pubblica il mensile sportivo Sportmedia e l’annuarioAlmanacco del Calcio Ligure, giunto alla diciannovesima edizione, oltre all‘Almanacco dello Sport Ligure, giunto alla quarta edizione e al sito www.settimanasport.com.

    Direttore Responsabile: Paolo Dellepiane

    Redazione: Paolo Dellepiane, Luca Ghiglione, Francesco Casuscelli (soci), Matteo Cileone, Edoardo Vagge, Alessandro Soresini, Luca Bianchi (collaboratori)