• 15 NOV 18
    ZOOM SULLA CASA DELLA SALUTE- Intervista con il dottor Sergio Mungo, specialista in Neurologia e Psichiatria.

    ZOOM SULLA CASA DELLA SALUTE- Intervista con il dottor Sergio Mungo, specialista in Neurologia e Psichiatria.

    “Ho una battaglia personale, sfatare il tabù dello Psichiatra come medico dei matti. Non è assolutamente vero, la gente non deve avere vergogna di andare dallo Psichiatra, che anzi in poco tempo può risolvere grandi problemi come la depressione”.

    Con lui continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei professionisti della struttura.

    Dottor Mungo, ci parli del suo ruolo in Casa della Salute:

    “Ho iniziato a collaborare con Casa Salute da quando è nata, sono stato il primo neurologo e psichiatra a essere contattato per la sede di Busalla e ho accettato volentieri. Ho visto questa avventura nascere quando ancora non si sapeva se sarebbe decollata, e oggi si può dire che la struttura offra servizi di qualità a prezzi accettabili e concorrenziali. Tutto questo ci ha portato a crescere, io ricevo sia a Busalla che a Genova Quarto, a mercoledi alterni, uno a Busalla e uno a Genova, dove credo di aumentare la mia presenza visto l’aumento della richiesta di visite.

    Approfondiamo la sua figura di Psichiatra e Neurologo…

    “Diciamo che ho una doppia “personalità” medica. Quando ero studente di Medicina non c’era distinzione fra psichiatria e neurologia, fino al 1978, quando gli insegnamenti vennero separati. Partiamo dal presupposto che la mente non esiste senza cervello, ovvero la mente struttura anche il cervello, attraverso le sensazioni, i vissuti, le esperienze della persona. Dopo la Laurea in Psichiatria ho fatto un Dottorato di ricerca in scienze neurologiche.di 3 anni con il premio Nobel Rita Levi Montalcini e con il professor Pinelli all’Università Pavia. Il mio ruolo ha dunque una doppia anima. Il lavoro del Neurologo è molto interessante, si va dalle patologie comuni alle situazioni estreme, da patologie gravi come il Parkinson alle emicranie, alla demenza, alle polineuropatie”.

    Lo Psichiatra è spesso, a torto, considerato il “medico dei matti”. Vogliamo sfatare questo falso mito?

    “Ho lavorato a Milano fino al 1993, dopodichè mi sono trasferito a Genova e da allora sono genovese a tutti gli effetti. Il mio pallino è sempre stata la psichiatria e mi piacerebbe sfatare il tabù dello psichiatra come medico dei matti. Sto portando avanti una battaglia personale, per ridurre lo “stigma” sullo psichiatra, visto ancora purtroppo e a torto come medico cura i matti. Come il neurologo non cura solo i tumori o le epilessie, come il cardiologo non cura solo gli infarti, lo psichiatra non cura “solo” i matti. Bisogna combattere la vergogna dello psichiatra. Per i casi di schizofrenia o psicosi varie, c’è un servizio pubblico che funziona, i pazienti hanno una buona rete di assistenza. Ma tutti gli altri pazienti che soffrono di disturbi dell’umore, disturbi ansiosi, fobie, disturbi delle relazioni di coppia o sessuali non usufruiscono dello psichiatria per paura di essere considerati matti. Va sfatato questo falso mito, si può andare dallo psichiatra per risolvere l’insonnia, le fobie, le ansie, il panico, la depressione che da sola è per il 30% causa delle malattie del mondo occidentale”.

    Che differenze ci sono fra Psichiatra e Psicologo?

    “Lo psichiatra deve trovare le correlazioni con le malattie somatiche del paziente e interviene con farmaci attraverso procedure più brevi, corrette e utili possibili. La terapia psicologica può essere seguita simultaneamente, secondariamente o completamente evitata. Lo psicologo prende una laurea a sè stante, non ricopre una professione medica, non prescrive farmaci, ha un campo di intervento limitato, che può svolgere in collaborazione con un medico psichiatrico o in circostanze in cui si esclude l’intervento psichiatrico. Una cosa vorrei sottolineare: pensare di curare casi importanti di disagio o malattia solo con lo psicologo è una grossa perdita di tempo e di soldi. Molte volte invece ha un senso lavorare in tandem fra psichiatra e psicologo. Paradossalmente, essendo io anche psicoterapeuta, mi è capitato anche di ascoltare pazienti in cura da altri psichiatri. Lo psicologo ti garantisce uno screening, a volte un sollievo, ma passare mesi nella stanza di uno psicologo e continuare a star male non serve a niente. Oggi uno psichiatra può dare al paziente farmaci efficaci e non pericolosi, che risolvono i problemi in breve tempo, che non hanno effetti collaterali, e che raggiungono fasce in passato non accessibili come gli anziani, i cardiopatici, gli obesi”.

    Gli attacchi di panico e l’ansia sono disturbi comunissimi di cui lei spesso si occupa:

    “Si tratta di patologie trattabili, per cui esiste la falsa credenza che una volta iniziato un trattamento farmacologico questo diventi come una droga e come tale generi dipendenza. Non è assolutamente vero, esistono oggi strategie a termine ben definite. Per esempio, la depressione si può risolvere nell’ambito di sei/sette mesi: io propongo al paziente una prosecuzione della terapia, in cui il farmaco agisce in modo diverso, non solo in termini biochimici, ma riducendo il rischio di ricaduta negli anni successivi. Oggi il rischio di ricadere in depressione è ridotto al 5/10%… Un paziente che ha avuto episodi depressivi può essere curato per un anno intero e poi può stare anche 5 anni con assenza di rischio ricaduta per l’ 80’% dei casi. Tornando all’attacco d’ansia, lo può avere chiunque, però se la cosa si ripresenta spesso vale la pena utilizzare una cura temporanea, che stabilizza la gestione dell’ansia. Esistono poi forme di counseling molto breve che insegnano al paziente a gestire l’ansia e, volgarmente parlando, a non farsela più venire”.

    Psichiatria e neurologia nello sport:

    “In Casa della Salute svolgo prevalentemente visite di idoneità, ma spesso metto a frutto la mia esperienza formativa pratica di docente per Training Autogeno, una forma di autoipnosi sui generis, in cui la persona non si addormenta né perde conoscenza, una forma indotta dalla persona stessa, per cui la persona impara a gestirsi. Si tratta di un metodo utilissimo nelle società sportive, si usa nei ritiri pre-partita o dopo lo sforzo fisico, possono bastare 5 minuti per una fase di profondo rilassamento e controllo mentale del corpo. Lo sportivo si aiuta così a concentrarsi sul proprio corpo, a superare blocchi e tensioni. Il metodo non ha controindicazioni, ha un costo modesto, e si può utilizzare come e quando si vuole, in particolare nella pratica sportiva per favorire la concentrazione e il de-affaticamento. Mi è capitato di ricevere qualche sportivo anche per problematiche legate all’ambiente o a situazioni conflittuali, e oggi ci sono anch supporti farmacologici che non interferiscono con l’attuale legislazione sul doping”.

    Dottore, infine ci parli del suo rapporto con lo sport, sia da tifoso, appassionato o praticante:

    “Ho praticato tantissimo sport, da giovane, in modo molto attivo, oggi a 62 anni lo pratico con scopi prevalentemente ricreazionali. Mi piace sciare e fare immersioni e attività subacquee, insomma due estremi… Quando vivevo a Milano le mie simpatie erano tutte per il Milan, di cui era tifoso mio padre, ricordo ancora con gioia il Milan di Gullit e Van Basten. In generale, mi piacciono le belle partite, fra Genoa e Samp ho una simpatia per entrambe, e nei derby mi piace vedere vincere chi gioca meglio…”

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