Dott. De Paolis – A cosa serve l’ecografia dei linfonodi?

Casa della Salute inizia un’importante collaborazione con il Dott. Marco De Paolis, radiologo – esperto nel settore ecografico – con esperienza pluriennale, già dirigente medico del reparto di Radiologia dell’Ospedale San Martino.

Il Dott. De Paolis ci racconta in questa intervista l’importanza dell’ecografia dei linfonodi.

L’ecografia dei linfonodi è uno degli esami che viene più richiesto. Il frequente riscontro di piccole tumefazioni a livello del collo, delle ascelle o dell’inguine spinge il paziente dal medico che prescriverà un’ecografia, base fondamentale per questa diagnostica.

Qual è il ruolo dell’ecografista?

A noi ecografisti spetta il compito di rispondere a due quesiti fondamentali: il primo è se la tumefazione sia realmente un linfonodo, il secondo è se questo abbia delle caratteristiche patologiche.

È da premettere che una linfoadenomegalia non corrisponde necessariamente a una malattia linfonodale e una linfoadenopatia non significa necessariamente un tumore.

L’ecografia, con l’utilizzo di nuove sonde ad altissima frequenza e l’associazione del color power Doppler, ci consente di ottenere immagini sempre più definite. Inoltre fornisce due importanti parametri: la morfostruttura e la vascolarizzazione del linfonodo, che possono già orientare verso la diagnosi.

Cos’è e quando si ricorre all’elastosonografia?

Prima di richiedere un citoaspirato (che molte volte non permette di ottenere una diagnosi certa) e ancora prima di prima di ricorrere all’escissione chirurgica del linfonodo e all’esame istologico, è possibile utilizzare l’elastosonografia per analizzare i casi dubbi.

Questa metodica, eseguibile con tutti gli ecografi di nuova generazione, permette di ottenere un terzo importante parametro: quello relativo all’elasticità dei tessuti.

L’elastosonografia viene utilizzata per analizzare le modificazioni degli impulsi di radiofrequenza provenienti dai tessuti che, durante l’applicazione da parte dell’operatore di compressioni graduali, producono in scala policromatica delle immagini rappresentanti differenti gradi di elasticità dei tessuti stessi.

Inizialmente utilizzata per la diagnosi differenziale dei noduli  della mammella e della tiroide, oggi viene impiegata anche per le linfoadenopatie. Tramite l’integrazione dei dati ecografici, consente in alcuni casi di escludere la malignità di  linfonodi fortemente sospetti alla sola indagine ecografica.

L’ecografia ai linfonodi bilaterale eseguita dal Dott. De Paolis ha un costo di 100,00 euro per un distretto e 180,00 euro per più distretti. Per info e prenotazioni è possibile contattare il centralino dedicato al numero: