Dott. Riccardo Parrini – Psicologo Clinico e Sportivo

 DOTTOR PARRINI, COME NASCE IL RAPPORTO CON CASA DELLA SALUTE?

“Diciamo che è stato un incontro di interessi e passioni. Io mi occupo di psicologia clinica e sportiva, ho conosciuto Marco Fertonani ed abbiamo condiviso varie idee da ex sportivi praticanti quali siamo stati. Insieme abbiamo convenuto quanto sia centrale la mente e l’allenamento mentale nella pratica sportiva agonistica, ci siamo trovati in sintonia sotto questi aspetti ed è nato il nostro progetto.

Ho seguito una formazione specialistica in psicoterapia sistemico -relazionale, ho attinto anche da molti altri filoni terapeutici nella mia carriera e studiato tante forme di disagio psicologico anche recente. Nel 2015 ho completato uno dei più rinomati Master in psicologia sportiva. Insieme a Marco Fertonani e Dario Gennaro dopo aver analizzato bene il contesto di Casa Salute abbiamo concordato di applicare un rapporto con il paziente a dir poco innovativo, orientato alla centralità dell’individuo e alle sue specifiche “skills”. L’incontro consiste in una seduta della durata di 30 minuti, imperniata soprattutto sull’analisi strategica e sulla definizione degli obiettivi, attraverso  la  stimolazione delle capacità che il paziente stesso è in grado di esprimere sia a livello clinico che sportivo, per imparare a gestire in autonomia le proprie problematiche, con strumenti da applicare in modo semi-autonomo per non creare una dipendenza eccessiva col terapeuta.

Inizieremo con questi nuovi protocolli nel mese di novembre ricevendo ad Alessandria e a Multedo.”

IL DOTTOR PARRINI E LA PSICOLOGIA DELLO SPORT

“Attualmente sto per iniziare una collaborazione come psicologo della FIGC, che mi consentirà di seguire ancora più da vicino l’aspetto sportivo della mia disciplina. Credo che un atleta abbia la necessità di allenare la mente tanto quanto si prepara sia a livello fisico che tecnico. Non parlerei di bisogni o problemi ma piuttosto dell’importanza di andare alla ricerca dei propri limiti attraverso l’espressione massima del proprio talento e impegno. Tutti parlano della centralità dell’aspetto mentale, ma tutto spesso è lasciato al caso nello sport. In realtà ci sono tanti approcci possibili e altrettanti strumenti applicabili all’atleta stesso. La mia funzione è quella di sviluppare nell’atleta una maggiore consapevolezza nella gestione delle proprie di capacità tecniche e di performance, che gli consenta, in modo semi autonomo, di gestire nel migliore dei modi, quei  momenti di difficoltà tipici dell’agonismo,  come ad esempio l’ansia pre-gara, o i cali di motivazionali,  garantendo così  la massima prestazione nel momento in cui serve”.

LA PSICOLOGIA CLINICA

“Da me arriva il paziente che ha voglia di risolvere un problema che lo attanaglia, ma alla fine ci ritroviamo spesso a condividere un sensibile miglioramento anche nella propria situazione generale. Parlo di miglioramento relazioni, di autostima, di nuove e positive visioni per il futuro. La relazione paziente-psicologo è soprattutto un accordo, un percorso attivo e condiviso. Il cliente è una persona che si mette in gioco e questo è fondamentale per generare un rapporto di fiducia reciproca. Sono queste le basi per l’ottenimento del ben-essere. Oltre che a una soluzione più o meno immediata alle sue difficoltà, cerco di fornire le risorse psicologiche per un salto di qualità effettivo nella vita generale della persona, a prescindere dal problema presentato che è spesso una conseguenza.”

QUANDO SI HA “BISOGNO” DELLO PSICOLOGO?

“Intanto direi che il concetto di “bisogno” è male interpretato, non è un termine da utilizzare quando ci si riferisce alla relazione con uno psicologo…specialmente oggi.  Parlerei piuttosto di una consapevolezza e responsabilità, da parte del cliente, sufficientemente avanzata, indirizzata alla qualità della propria vita nei suoi vari contesti, come ad esempio le relazioni personali, il rapporto con i figli, la gestione dello stress, la responsabilità di affrontare periodi di disagio e di sofferenza.  Quando una persona contatta uno psicologo comincia proprio da qui a manifestare un desiderio dinamico per una qualità più alta nella propria vita, è certamente in tempo per trattare efficacemente la difficoltà che sta vivendo, altrimenti il rischio è quello di sensibile peggioramento.”

LEI SI OCCUPA ANCHE E IN SPECIAL MODO DI DISAGIO PSICHICO GIOVANILE:

“Si, una materia molto delicata, perchè oggi dobbiamo concepire una nuova psicologia aggiornata con i tempi, le problematiche dei nostri giovani si stanno modificando velocemente. L’importante è rimanere sempre sensibili ed attenti ai cambiamenti, generando una relazione che sia maggiormente “connessa” con l’adolescente, altrimenti non si genera il ponte comunicativo indispensabile per rimanere in una relazione adeguata con il giovane. Se oggi c’è un problema, è proprio la difficoltà di comprensione da parte dell’adulto della profonda trasformazione che stiamo vivendo. I giovani di oggi stanno cambiando a una velocità “fotonica”, a noi il compito di comprendere questo fenomeno, trovando soluzioni comunicative efficaci per allacciare un dialogo virtuoso con questi ragazzi. Vedo tante famiglie in difficoltà, perchè il modello predecente che seguivamo noi adulti è preistorico a paragone. Occorre una maggiore propensione all’accoglienza e una maggiore consapevolezza del cambiamento in atto. E’ importante creare condizioni più interpretabili dal ragazzo, è questo il tema centrale che permette di mantenere vitale la relazione, non tanto e non solo lavorando sui contenuti, ma sul rapporto, sempre attento, basato sulla fiducia e sul corretto riconoscimento reciproco. E per fare ciò occorrono nuovi modelli, modelli aggiornati. La famiglia non dovrebbe essere solo direttiva ma orientata a trovare un linguaggio comprensibile ed efficiente, altrimenti la relazione si spezza; quando il ragazzo risponde al genitore “tanto tu non mi capisci” siamo già in ritardo…”

FOCUS SULL’ATTIVITA’  DEL DOTTOR RICCARDO PARRINI

“Negli ultimi tempi mi sto concentrando sulla psicologia sportiva e sulle problematiche legate al sistema familiare. Tra poco partirà la collaborazione con la FIGC presso i Centri Federali Territoriali, sto seguendo da un paio di anni un’importante società di basket dalle giovanili alla prima squadra, lavorando sui ragazzi e formando gli allenatori, ho seguito società di calcio e vari atleti a livello individuale (triathlon, pugilato, ciclismo, tennis, calcio, etc) tutto in regime di formazione, psico-educazione, mental training e coaching. E’ certamente un settore in forte espansione e molto stimolante.”

 

Intervista a cura di
Paolo Dellepiane – Dir. Resp. Settimana Sport e Almanacco Calcio Ligure – Edizioni Sportmedia