Dottoressa Costanza Cattaneo – Specialista in Psicologia

 

La Dottoressa Costanza Cattaneo, Psicologa, riceverà a Biella e ha un obiettivo ben preciso: Vorrei aiutare e supportare gli adolescenti e i giovani, spesso soli, nel difficile compito di costruire la propria identità”.

 

Partirà dal 3 marzo a Biella, tutti i martedì, dalle 10,15 alle 18,00, il servizio di psicologia-psicoterapia curato per Casa della Salute dalla dottoressa Costanza Cattaneo.

Mi è stato chiesto dalla struttura di elaborare un progetto ad hoc – spiega la dottoressa- e la nascita di questo servizio si pone come risposta alle aree di disagio e sofferenza psichica che riguardano soprattutto il mondo degli adolescenti. Per ora iniziamo con un giorno a settimana, poi penseremo eventualmente ad ampliare l’offerta, con due colleghi già disposti a collaborare”.

 

Dottoressa, il suo lavoro su quali ambiti si concentra in modo particolare?

Partiamo da una premessa. Negli ultimi anni stiamo assistendo, non solo nelle grandi città, ma anche in centri urbani minori, a un aumento dei disturbi ansioso/depressivi, attacchi di panico, abuso di sostanze, somatizzazioni. A causa delle difficoltà sociali ed economiche, i giovani sono sempre più affetti da disturbi quali depressione, ansia, ipocondria, paura di ammalarsi (vedi il caso Coronavirus dei giorni nostri), ansie naturali dovute alla loro crescita, alla costruzione della propria identità, da fobie tipiche della nostra epoca, ansie da prestazione, mancanza del lavoro, altre paure di vario genere, come quella dei viaggi. Un esempio tipico lo si può vedere oggi con il Coronavirus e con il panico collettivo da diffusione mediatica, che si genera perché c’è chi non è in grado di decodificare l’informazione. Nostro compito è contenere le ansie del soggetto, e proporgli una realtà più tranquillizzante, renderlo in grado di vedere le notizie in modo critico”.

 

Secondo l’ OMS i disturbi mentali sono destinati a superare per incidenza le malattie cardiovascolari, attualmente al primo posto. In Italia ne soffrono 17 milioni di persone. In particolare, la metà di tutte le malattie mentali inizia all’età di 14 anni, e nella maggior parte dei casi vengono sottovalutate. Il disturbo-malattia mentale più diffuso tra gli adolescenti è la depressione: ne soffre il 10% dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Il suicidio in questa fascia di età è la 2^ causa di morte (fonte LaStampa.it):

Stiamo cercando di prevenire questi disturbi. Purtroppo capita sempre più spesso che i nostri ragazzi rimangano chiusi in casa, e passino molto tempo da soli sul computer. Si tratta di fenomeni di “ritiro sociale” che non vanno sottovalutati, sono prodromi di una depressione che può arrivare dopo. Il periodo che va dai 13 ai 17 anni è un momento cruciale per la formazione di una persona. Purtroppo un altro problema è la diffusione di droghe, che alcuni considerano un modo per uscire dalla depressione e curarsi nel modo sbagliato, quindi fra i nostri obiettivi c’è anche la prevenzione della tossicodipendenza. Riteniamo particolarmente urgente, anche sul territorio di Biella, creare un centro adolescenti (16-25 anni) che fornisca risposte ai bisogni di cui abbiamo parlato, oltre che, ovviamente, un centro adulti per le altre richieste. Nella mia carriera mi sono occupata e mi occupo sia di adolescenti che di adulti, ma sono molto sensibile al problema che riguarda i giovani”.

 

Qual è il metodo di lavoro che intende proporre?

Partiremo con 3 colloqui iniziali che ci serviranno per individuare la situazione intrapsichica, anche attraverso l’uso di Test Psicodiagnostici e definire il bisogno e il piano di intervento. Nel quarto colloquio, si esporrà e si concorderà con il paziente il piano terapeutico”.

 

In gergo si chiama “Metodo integrato breve di psicoterapia focale”:

Si, il metodo prevede, successivamente ai colloqui iniziali, pacchetti di 10 sedute, rinnovabili a seconda che il paziente ritenga o meno di aver perseguito un percorso utile al dispiegamento delle proprie potenzialità. Nel caso di pazienti minorenni -continua la dottoressa Cattaneo- si procederà al primo colloquio con i genitori, al secondo e al terzo con l’adolescente. Nel quarto si discuterà e si concorderà il trattamento in una seduta congiunta con genitori e paziente. Anche nel caso di pazienti maggiorenni, qualora il terapeuta e il paziente avvertano la necessità di un confronto coi genitori, si procederà a possibili sedute di chiarimento con il paziente e i genitori, anche se non in modo abituale”.

 

Fare i genitori, non è un mestiere facile al giorno d’oggi…

Infatti, nel nostro servizio è previsto un supporto alla genitorialità. Intendiamo aiutare i genitori nel loro compito educativo, spesso troviamo famiglie disgregate, il loro compito psico-educativo deve essere supportato, il genitore va aiutato con dei consigli per l’educazione dei propri figli. Non è per niente facile fare il genitore oggi…”

 

Molto importante, infine, la cosiddetta “alleanza terapeutica” col paziente, e la creazione di un luogo “accogliente”:

L’approccio con il paziente richiede una particolare attenzione nelle fasi iniziali, vista la delicatezza, la suscettibilità, l’immaturità affettiva tipica dell’adolescente. Riteniamo necessario creare, anche per ciò che riguarda l’arredo, un setting accogliente: due poltrone, un tavolino in mezzo e una illuminazione calda e familiare, possono essere più che sufficienti. Nel caso degli adolescenti – continua la dottoressa Cattaneo- punteremo soprattutto sulle loro motivazioni, cercheremo di spronarli al lavoro su se stessi. Importantissimo il lavoro preliminare per vedere fino a che punto sono disposti a ragionare su se stessi e costruire la propria identità. Un’identità forte è il punto fondamentale per rapportarsi con la difficile realtà che ci circonda: chi ha una identità forte non è succube della realtà di una società disgregata e consumistica, il nostro obiettivo è far vedere al paziente una realtà non più nemica ma soggetivizzata”.

 

Concludendo, quale obiettivo principale si pone con questa nuova avventura in Casa della Salute?

Vorrei aiutare e supportare gli adolescenti e i giovani, spesso soli, nel difficile compito di costruire la propria identità”.

 

Intervista a cura di: Paolo Dellepiane – Dir. Resp. Settimana Sport e Almanacco Calcio Ligure – Edizioni Sportmedia