Dottor Massimo Giusti, Endocrinologo

 

Il dottor Massimo Giusti, classe 1950, endocrinologo, è da pochi mesi entrato a far parte della grande squadra di Casa della Salute.

 

Dottore, quando, come e dove è iniziata la sua collaborazione?

“Siamo al terzo mese, chiaro stiamo vivendo in un momento difficile, ho iniziato a metà gennaio, dopo essere andato in pensione a fine dicembre, dal punto di vista dell’attività stiamo naturalmente rallentando perché le persone in questo momento sono turbate da altro. Ricevo comunque a Multedo tutti venerdì pomeriggio”.

 

Partiamo dall’attualità. Da medico, un suo parere sull’emergenza coronavirus?

“Non sono un infettivologo, sono endocrinologo, ma vista la contagiosità del virus che colpisce gran parte della popolazione, di cui l’80% è asintomantica, confermo che il rischio di mortalità è molto più alto per chi ha già altre patologie o è in età avanzata. Questa nuova malattia, questo nuovo virus si sta diffondendo ovunque, in gran parte è una malattia talmente poco sintomatica che non se ne accorge neanche chi è colpito, e proprio questi soggetti sono i più pericolosi”.

 

Da medico, quali sono i suoi consigli?

“Trattandosi di malattia infettiva da contatto, diretto o indiretto, è chiaro che se una persona ha un isolamento spaziale più o meno severo riduce le possibilità di contagio. Ricordo che nel 1917-18 la spagnola all’epoca fece danni, eppure non c’erano spostamenti, ma si diffuse in maniera spaventosa in una Europa con guerra e fame e senza antibiotici. Oggi il virus corre molto più rapidamente, la gran parte di noi si faranno gli anticorpi, un’altra gran parte avrà forme di malattia molto leggera, nel frattempo i farmaci anti-virali ci aiuteranno, oggi in un’ora ci sono strumenti che ci possono dire se sei malato o no, nel frattempo verranno creati nuovi strumenti diagnostici e terapeutici”.

 

Parliamo di lei. Cosa fa esattamente un endocrinologo?

“L’endocrinologo è lo specialista di tutte quelle patologie che coinvolgono gli organi che producono sostanze, che chiamiamo ormoni, e che regolano le funzioni fondamentali, come ad esempio la riproduzione. Noi seguiamo due grossi capitoli di malattie: quelle metaboliche, come obesità o diabete, e quelle tiroidee, come la disfunzione della tiroide, che avviene attraverso alterazioni morfologiche della ghiandola, patologia di chi è colpito più del 50% della popolazione. Il nostro compito principale riguarda la prevenzione, il controllo di episodi epidemiologici, dell’obesità, dei comportamenti alimentari, dell’infertilità, di patologie tiroidee”.

 

Qual è il suo paziente tipo?

“Quella persona che improvvisamente scopre di avere un nodulo tiroideo, quel paziente che dopo un esame strumentale o una valutazione clinica fatta da un qualsiasi medico si trova un nodulo. L’endocrinologo si deve confrontare col paziente che ti chiede fondamentalmente se ha un tumore. Deve poi tranquillizzare il paziente e indirizzarlo verso scelte terapeutiche, ripristinare un ordine di priorità senza allarmare il paziente, perché non tutti hanno una neoplasia maligna, anzi molte volte è benigna”.

 

Quanto è importante il rapporto umano col paziente?

“Importantissimo. Generalmente il paziente mi viene mandato da un radiologo o da un medico generale. Il mio compito è dare una interpretazione di un esame e tranquillizzare il paziente, senza mai sottovalutare il problema, ma anche senza mai rendere il paziente più ansioso”.

 

In particolare il suo compito in Casa della salute quale sarà?

“Il mio lavoro consiste nella classica visita medica specialistica, con le valutazioni strumentali connesse di tipo endocrinologico, rivolte alla tiroide, o, ad esempio, nel caso della riproduzione o dell’infertilità, ad alterazioni morfologiche dei testicoli, per le quali manca un po’ di cultura maschile, in quanto le problematiche andrologiche vengono spesso sottovalutate o posticipate”.

 

Quale obiettivo si pone con questa sua nuova collaborazione?

“Mio obiettivo del 2020 è vedere se il tipo di lavoro che ho effettuato in ambito specialistico possa essere mantenuto con la libera professione, capire quanto l’appeal che posso aver avuto nella mia carriera si possa mantenere verso il paziente e verso il medico generale, in modo che anche i colleghi ti possano riconoscere ancora valido dal punto di vista scientifico. Non ho mai smesso di lavorare o pubblicare, il ultimo lavoro pubblicato è di gennaio 2020. Vorrei cercare di continuare ad avere una vita scientifica attiva, avere ancora una voce importante in ambito medico”.

 

Il curriculum del dottor Giusti

Nato a Belluno il 20/9/1950 – Laurea in Medicina e Chirurgia,

Università di Genova Specializzazione in Endocrinologia,

Università di Genova (1978) Specializzazione in Medicina Nucleare,

Università di Genova (1981) Professore Associato di Endocrinologia (1981).

Svolge attività didattica nel CL in Medicina e Chirurgia, nel CL di Dietistica ed in alcune SS dell’Università di Genova.

Dal 1986 è titolare di fondi di ricerca.

Nel 1985 ha effettuato un periodi di soggiorno all’estero presso la Erasmus University di Rotterdam (NL).

Svolge attività editoriale come referee pel alcune riviste scientifiche.

E’ attualmente membro, dal 1978, della Società Italiana di Endocrinologia (SIE), dal 2007 della European Society of Endocrinology (ESE) e dal 2013 della Società Italiana della Tiroide (AIT).

La produzione scientifica è documentabile su PubMed con oltre 180 citazioni.

Negli ultimi anni la ricerca si è sviluppata prevalentemente su argomenti di patologia oncologica della tiroide e sulla patologia delle paratiroidi.

Nel 2014-16 è autore o co-autore di 13 lavori in extenso pubblicati.

Svolge attività assistenziale come direttore della UOC di Clinica Endocrinologia.

 

L’attività del dottor Giusti

Nella U.O. svolge attività di Direttore. L’UO Clinica Endocrinologica è l’unica U.O. Complessa di Endocrinologia presente in ambito regionale ed è il fulcro della rete formativa della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università di Genova.

Le malattie ipofisarie, della tiroide-paratiroidi e le malattie metaboliche sono le patologie più frequentemente trattate. La U.O. è strutturata in degenza, day hospital, laboratorio ed ambulatori.

Nell’ambito degli ambulatori dedicati effettua attività clinica soprattutto nell’ambulatorio di andrologia, di oncologica tiroidea e di endocrinologia strumentale.

In regime di DH effettua trattamenti ablativi percutanei nei noduli tiroidei, a citologia benigna, sintomatici.

 

Didattica

Settore Scientifico Med 13 Endocrinologia. Insegnamenti nel CL di Medicina e nel CL di Dietistica; Coordinatore del CO della SS Endocrinologia e Malattie del Metabolisimo Incarichi di insegnamento nella SS di Oncologia, Psichiatria e Gastroenterologia.

 

Intervista a cura di NewsBiella.it