Dottoressa Antonella Fornaro – Specialista in Psicologia

 

La dottoressa Antonella Fornaro, Psicologa, riceve nella sede di Biella. Ecco il suo obiettivo: “Desiderio aiutare chi soffre a ritrovare il sorriso“.

 

1-Dottoressa Antonella Fornaro, come è iniziata la sua collaborazione con Casa della Salute?

Sono venuta a conoscenza di questa nuova opportunità sanitaria tramite alcuni colleghi medici con i quali collaboro. Ho pensato che fosse una realtà nuova e molto interessante per il nostro territorio e quando, tramite i giornali, ho avuto notizia della prossima apertura, ho contattato il responsabile per il personale medico che mi ha fatto un primo colloquio conoscitivo.

2-Dove, in che giorni e a che ora riceverà?

Riceverò presso la sede di Biella della Casa della Salute, molto nota nel Biellese come “The Place”. Per agevolare i pazienti ho dato una disponibilità piuttosto aperta sia come giorni che come orari, in modo da permettere anche a chi lavora, studia o ha figli, di conciliare i propri impegni con il tempo da dedicare ai colloqui.

3-Quali obiettivi si pone con questa collaborazione?

Fondamentalmente credo che il mio primo obiettivo, nel lavoro come nella vita, sia quello di dare un aiuto che affianchi la competenza e la professionalità ad una dimensione umana, fatta di incontro e relazione.

4-Cosa significa lavorare in una struttura come Casa della Salute?

Risale al 1948 la dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella quale la salute veniva definita uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. Credo che la presenza della figura dello psicologo in una struttura importante e completa come Casa della Salute sia imprescindibile e soprattutto che esprima l’attenzione data dalla struttura alla totalità della persona.

5-Quali sono i suoi pazienti tipo?

Nel mio lavoro quotidiano accolgo giovani a partire dai 18 anni, adulti e anziani.

6-Quali persone si rivolgono, e perché, allo psicologo?

Diciamo che non esiste il paziente-tipo, le difficoltà sono le più differenti esattamente come i percorsi di vita.

7-Quale molla fa scattare, nel paziente, la convinzione che è arrivato il momento di rivolgersi a un professionista?

La sofferenza, il dolore interiore e la voglia di cambiare. Sono queste le molle piú importanti. Spesso chi giunge dallo psicologo ha provato per lungo tempo a farcela da solo e solamente quando si accorge che il disagio interiore è troppo grande e non riesce a stare meglio, allora giunge la decisione di chiedere aiuto.

8-Quali sono i suoi ambiti di intervento più frequenti?

Problemi di autostima, depressione, ansia, attacchi di panico e disturbi ossessivo-compulsivi. Problematiche lavoro-correlate, dipendenze affettive, da cibo (bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata) e da shopping compulsivo. Spesso mi occupo di elaborazione del lutto e della perdita e del percorso di accettazione della malattia e della cronicità (oncologica, celiachia, diabete ecc.). Alcune donne mi contattano per problemi correlati alla fertilità (difficoltà al concepimento). Non sono una sessuologa e non mi occupo di questo ambito.

9-Quanto limita la ricerca di un contatto con lo psicologo, la vergogna o la paura del giudizio degli altri?

Diciamo che purtroppo ancora oggi esiste la paura di andare dallo psicologo perché è difficile accettare di non riuscire a farcela da soli, perché si ha paura e ci si vergogna di raccontare alcune verità. Si teme sempre che lo psicologo ti giudichi. La realtà è che lo psicologo lavora per far star bene, per capire e per aiutare a ritrovare l’equilibrio e la serenità perduta senza giudicare. Tuttavia, e questo è confortante, vergogna e timore del giudizio stanno diminuendo rispetto ad alcuni anni fa: questo è decisamente evidente nei giovani e nei giovanissimi, ma anche negli adulti e addirittura gli anziani che stanno iniziando ad essere meno diffidenti e ad aprirsi a un modo diverso di vedere la psicologia.

10-Come mai ha scelto di fare la psicologa?

È una domanda che viene rivolta spesso a chi fa questa professione. Per me la risposta è semplice ed è ancora attuale: il desiderio di aiutare chi soffre, aiutare a ritrovare il sorriso.

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CHI E’ ANTONELLA FORNARO

Dopo aver svolto studi classici, nel 1993 ho conseguito il diploma di Laurea in Psicologia clinica e di comunità presso l’Università degli Studi di Padova con una tesi di laurea sperimentale sul Counselling psicologico-psichiatrico del paziente HIV in ospedale generale.

In occasione del tirocinio post-lauream, effettuato presso il Dipartimento di Psicologia Medica afferente alla Terza Clinica Psichiatrica dell’Ospedale Civile di Padova, oltre a sviluppare competenze statistiche volte alla ricerca, ho incrementato le conoscenze in ambito medico. In questo stesso periodo ho collaborato alla pubblicazione di alcuni articoli presentati a convegni nazionali ed internazionali.

Ho poi conseguito un perfezionamento in Psicoprofilassi Ostetrica, sempre a Padova, acquisendo conoscenze e competenze in merito al periodo della gravidanza e del puerperio con gli effetti psicologici sia nella donna, sia nella coppia.
A titolo volontaristico ho svolto attività psicologica con pazienti in dialisi presso l’Ospedale degli Infermi di Biella per oltre un anno e mezzo.

A seguito di alcuni corsi mi sono formata come Psiconcologa, specializzandomi, quindi, anche nel supporto a malati oncologici e ai loro familiari.

A completamento del profilo professionale, mi sono specializzata in Psicoterapia ad orientamento fenomenologico-esistenziale (Carl Rogers) con abilitazione all’esercizio della Psicoterapia individuale e di gruppo.
Ho collaborato con una casa di riposo a supporto di anziani, parenti e personale, intervenendo anche nell’ambito della selezione del personale e nella formazione di volontari per il trasporto.

Oltre all’attività psicoterapeutica a privati, che svolgo ambulatorialmente, dal 2001 collaboro quale libero professionista con LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) – Sezione Provinciale di Biella.
In questo ambiente ho maturato competenze diversificate, anche di carattere comunicativo, orientate alla raccolta fondi (fundraising); presso questa Associazione aiuto i malati oncologici, i familiari e i figli adolescenti; faccio parte dell’equipe che si occupa di prevenzione e trattamento di sovrappeso e obesità in età evolutiva; sono la responsabile della promozione della salute in ambito scolastico con definizione e realizzazione di progetti nei settori tabagismo, abuso d’alcool, corretta alimentazione e attività fisica; mi occupo di counselling motivazionale per persone che desiderano smettere di fumare.

Oltre all’italiano parlo, a livelli differenti, quattro lingue.
Effettuo colloqui anche in francese.

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GLI AMBITI DI INTERVENTO DELLA DOTTORESSA FORNARO

Ansia e attacchi di panico, Disturbi ossessivo-compulsivi, Problemi lavoro-correlati, Autostima e assertività, Depressione, Depressione post partum, Dipendenza da acquisti (shopping compulsivo), Dipendenza da cibo (in particolare bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata), Dipendenza da tabacco (tabagismo), Elaborazione volta all’accettazione della malattia e della cronicità, Ipocondria, Psicologia dell’anziano (per anziani, parenti e operatori), Psiconcologia (malato, familiari), Rabbia, Sostegno all’elaborazione del lutto, Supporto all’elaborazione della perdita (es. per separazione/divorzio, fine di una relazione sentimentale, crescita ed autonomizzazione dei figli, operazioni chirurgiche, malattie oncologiche, dialisi).

 

Intervista a cura di: Paolo Dellepiane – Dir. Resp. Settimana Sport e Almanacco Calcio Ligure – Edizioni Sportmedia